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Ecco alcuni tipi di meditazione
Meditazione in silenzio vs con musica
Mindfulness (meditazione di consapevolezza)
Meditazione trascendentale con mantra
Meditazione guidata
Meditazione in movimento
E alla fine, oltre le tecniche…
Una delle belle scoperte quando ti avvicini alla meditazione è che non esiste un solo modo di meditare. Anzi, il “menu” della meditazione è ricco di varianti. Un po’ come le pizze, ce n’è per tutti i gusti!
Scherzi a parte, dopo i benefici della meditazione (puoi leggere l’articolo QUI↗︎), vediamo le forme più diffuse di meditazione e qual è la differenza tra l’una e l’altra. Tutte funzionano, quindi puoi scegliere quella che ti ispira di più (o provarle tutte).
Ecco alcuni tipi di meditazione
Meditazione in silenzio vs con musica
Molti pensano che per meditare serva il silenzio assoluto, magari con incenso e campane tibetane in sottofondo. In realtà, la verità è molto più semplice: puoi meditare sia nel silenzio più totale, sia accompagnandoti con suoni piacevoli.
C’è chi trova pace ascoltando solo il respiro e il battito del cuore, e chi invece si lascia guidare da una musica di meditazione rilassante, dai suoni della natura o dai canti mantra. Qual è meglio? Dipende solo da te! Se una melodia ti aiuta a concentrarti, accoglila; se ti distrae, lascia perdere. L’obiettivo non è seguire una regola, ma trovare ciò che ti fa stare bene.
In ogni caso, ricorda che la vera colonna sonora della meditazione resta il tuo respiro: semplice, naturale, sempre con te. E se vuoi sperimentare, qui trovi i brani per meditazione di Sonia Bottacin↗︎, creati appositamente per donarti l’atmosfera giusta che accompagni i tuoi momenti di silenzio interiore.
Mindfulness (meditazione di consapevolezza)
È probabilmente il tipo di meditazione più popolare oggi in Occidente. Mindfulness significa piena consapevolezza del momento presente. In pratica consiste nel portare l’attenzione qui e ora, ad esempio concentrandosi sul respiro o sulle sensazioni del corpo, senza giudicare i pensieri che passano. È una meditazione nata dalle tradizioni buddhiste (vipassana) ma resa famosa in chiave laica dallo scienziato Jon Kabat-Zinn, che negli anni ’70 l’ha introdotta negli ospedali per aiutare i pazienti a ridurre lo stress (focus.it).
La meditazione mindfulness è ideale per chi vuole imparare a gestire ansia e pensieri ricorrenti: allena a osservare la mente senza farsi trascinare, sviluppando calma e auto-consapevolezza. Niente mantra o rituali mistici, solo tu, il tuo respiro e il presente. Semplice a dirsi, un po’ meno a farsi, ma con la pratica costante, col tempo diventa naturale!
Meditazione trascendentale con mantra
Quando pensi a questo tipo di meditazione, potresti immaginare qualcuno seduto a gambe incrociate che ripete Om all’infinito. Ecco, quella è una forma di meditazione mantrica, di cui la più nota è la Meditazione Trascendentale.
In questa tecnica si utilizza la ripetizione di un mantra (una parola o suono sacro) per focalizzare la mente. È stata resa popolare in Occidente negli anni ’60 dal Maharishi Mahesh Yogi (sì, proprio il guru dei Beatles!) e da allora milioni di persone la praticano. Come funziona? Scegli (o ricevi da un insegnante) un mantra personalizzato, ti siedi comodamente con gli occhi chiusi e ripeti mentalmente quel suono. Il mantra diventa il punto focale che trascina la mente in uno stato di quiete profonda, aiutandoti a meditare senza distrarti. La meditazione trascendentale è apprezzata perché molto semplice da seguire (la mente ha qualcosa su cui ancorarsi) e perché promette di portarti in uno stato di riposo mentale profondo in 15-20 minuti al giorno. Se sei tipo da “vado in loop con le canzoncine in testa”, questa potrebbe fare per te! 😊
Meditazione guidata
Hai presente quelle voci dolci che ti invitano a chiudere gli occhi e rilassare ogni muscolo, spesso accompagnate da musiche soffuse? Ecco, quella è la meditazione guidata. Invece di meditare da solo in silenzio, segui le istruzioni vocali di qualcuno (dal vivo o tramite audio/video registrato) che ti conduce passo passo in un’esperienza di rilassamento e visualizzazione. Ne esistono di tutti i tipi e durate: dalla meditazione guidata per dormire (ottima se contare le pecore non basta) a quelle per alleviare l’ansia o ritrovare la motivazione al mattino. È una modalità perfetta per i principianti perché ti toglie il “panico da pagina bianca”: devi solo ascoltare e lasciarti guidare. Pian piano imparerai a meditare da sola/o, ma intanto la voce guida è come le rotelle per andare in bici – utilissima per partire!
Meditazione in movimento (yoga, camminata meditativa)
Chi l’ha detto che si medita solo immobili a occhi chiusi?
Alcune tecniche portano la consapevolezza nel movimento. Un esempio è la meditazione camminata, praticata in molte tradizioni buddhiste: si cammina lentamente, coordinando passi e respiro, prestando attenzione alle sensazioni dei piedi e del corpo ad ogni passo. È sorprendentemente efficace per svuotare la mente – provare per credere, magari durante una passeggiata nel verde.
Un altro esempio è lo Yoga: questa antica disciplina unisce posizioni del corpo (asana), respirazione e concentrazione mentale. In effetti, lo yoga include pratiche meditative (dharana e dhyana, nella filosofia yogica) e molti lo considerano una forma di “meditazione in movimento”. Alcuni trovano più facile meditare dopo una sessione di yoga, quando il corpo è rilassato e la mente calma. Altre forme di meditazione attiva possono essere il Tai Chi o il Qi Gong, dove movimenti lenti e respirazione consapevole creano uno stato meditativo. Insomma, se stare seduta/o ferma/o non fa per te, sappi che puoi coltivare mindfulness anche mentre ti muovi.
Nota: Quelli sopra sono solo alcuni esempi delle tante “ricette” di meditazione. Non esiste uno stile giusto o sbagliato in assoluto – trova quello che meglio si adatta alla tua personalità e alle tue esigenze. E perché no, sperimenta tutte queste tecniche per scoprire quale ti fa stare meglio. Potresti scoprire che tutte hanno qualcosa da offrire!
E alla fine, oltre le tecniche…
Sì, esistono tante vie per meditare. Ma qualunque strada tu scelga, c’è sempre un momento in cui la tecnica si fa da parte… e resta solo la tua presenza silenziosa. E proprio lì, tra un respiro e l’altro, tra un mantra e un passo consapevole, può accadere qualcosa di speciale.
Un senso di casa, di ritorno a sé.
Una pausa in cui non devi fare nulla. Solo essere.
La meditazione, in fondo, è anche questo: un invito gentile a rallentare, a spegnere il rumore di fondo, a ritrovare quel filo sottile che ci lega a tutto ciò che vive. Meditare non è una fuga dal mondo, ma un modo per abitarlo con più consapevolezza.
Magari, un giorno, mentre cammini, cucini o stai semplicemente in silenzio… ti sorprenderai a sentire quella pace sottile che nasce in questi momenti di ascolto interiore. E allora sì, saprai che stai meditando. Anche senza accorgertene.
Leggi il prossimo articolo sulla meditazione: Meditazione: da Dove si Comincia? Consigli Semplici per Iniziare↗︎
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