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Nessuno ci ha consegnato una mappa.
Non c’è un GPS per l’anima, né un navigatore che dica “tra 200 metri sei arrivata/o a destinazione”.
La strada per trovare noi stessi è piena di svolte, deviazioni, accelerazioni, rallentamenti…
A volte la strada è bellissima, panoramica, a volte attraversi un tunnel buio dove non vedi la punta del tuo naso.
Atre volte passi sopra un abisso che ti stringe lo stomaco.
A volte ti perdi.
A volte pensi di essere arrivata/o, e invece era solo un parcheggio temporaneo.
Ma ogni curva insegna qualcosa. Ogni inciampo è un piccolo risveglio.
E più ti addentri, più scopri che la tua essenza è nel tuo profondo.
Non è una meta. È un ritorno.

