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Hai mai avuto la sensazione che a un piatto mancasse quel qualcosa che lo rende piรน saporito? Un sapore che lega tutto, che rende il risultato finale piรน equilibrato? Shoyu e tamari riescono spesso ad aggiungere proprio quel tocco: sono salse di soia diverse tra loro, ma con un’anima comune. Esaltano gli ingredienti, danno profonditร ai sapori e permettono di usare meno sale senza che il piatto ne risenta.
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๐กIl loro segreto ha un nome curioso: umami. ร una parola giapponese che deriva da “umai” (delizioso) e “mi” (sapore). Significa saporito o deliziosamente saporito. ร quel gusto pieno e armonioso che lega tutto insieme: non dolce, non amaro, non acido, non salato, semplicemente gustoso.
Hai presente quando assaggi qualcosa e pensi: “non so perchรฉ, ma รจ perfetto cosรฌ”? Ecco, quello รจ l’effetto dell’umami.
La salsa di soia, soprattutto se fermentata naturalmente, รจ tra le fonti piรน ricche di questo quinto gusto. Durante la fermentazione si liberano aminoacidi e aromi complessi che creano una sensazione avvolgente e rotonda, capace di rendere un piatto piรน equilibrato anche con pochi ingredienti. Per questo basta una piccola quantitร di shoyu o tamari per trasformare una semplice zuppa o un riso in qualcosa di piรน profondo e gustoso.
๐กRicordati di aggiungerli sempre a fine cottura, a fuoco spento, per mantenere intatte le proprietร della fermentazione.
Sono due condimenti dal nome esotico che sembrano simili, ma hanno carattere distinto. Imparare a conoscerli significa poter dare piรน gusto ai piatti con meno sale, e capire quale scegliere in base a ciรฒ che stai cucinando.

Shoyu e Tamari: che differenza c’รจ?
Entrambi nascono dalla soia fermentata, ma cambiano ingredienti, carattere e uso in cucina. Il primo รจ piรน morbido e versatile, il secondo piรน deciso e intenso. Vediamoli da vicino, cosรฌ la prossima volta che vorrai comprarli saprai esattamente quale scegliere e perchรฉ.

Shoyu: il piรน conosciuto
ร la classica salsa di soia giapponese, ottenuta dalla fermentazione della soia con frumento e acqua, grazie all’azione del fungo koji. Ha un sapore delicato, leggermente dolce e una consistenza fluida. Contiene glutine, quindi non รจ adatta a chi deve evitarlo.
Ottima per: condire cereali, verdure, piatti saltati, brodi leggeri e marinate. Un cucchiaino a crudo a fine cottura e tutto prende vita.

Tamari: il fratello intenso
Il tamari nasce come “sottoprodotto” della lavorazione del miso: รจ piรน concentrato, piรน scuro e saporito, fatto solo con soia (o quasi sempre). La fermentazione รจ lunga e profonda, e si riflette anche nel gusto.
Naturalmente senza glutine se 100% di soia (controlla l’etichetta se ti serve gluten free).
Ottimo per: piatti piรน robusti, legumi, zuppe, tofu e condimenti piรน decisi. Ricordati che ne basta poco!

Perchรฉ usarli?
Se parliamo di versioni artigianali, biologiche, fermentate naturalmente, shoyu e tamari non sono solo condimenti: sono il risultato di una fermentazione lenta che produce aminoacidi, aromi complessi e una ricchezza di sapore difficile da replicare con ingredienti industriali. Ecco cosa li rende interessanti da usare in cucina:
- Contengono fermenti naturali derivati dalla fermentazione, assenti nelle versioni industriali
- Permettono di ridurre la quantitร di sale usata in cucina, mantenendo il sapore del piatto
- Apportano aminoacidi e minerali, frutto della fermentazione lenta
- Nella visione macrobiotica hanno una natura yang, utile per riequilibrare e tonificare
Attenzione: non stiamo parlando della salsa di soia commerciale che trovi in bustina nei sushi take-away che รจ tutta un’altra storia: spesso contiene glutammato, zucchero e additivi, e non ha nulla a che fare con la fermentazione tradizionale.
Come usarli in cucina
Puoi pensare a shoyu e tamari come a un condimento liquido naturale, capace di dare subito profonditร a un piatto. Ecco qualche idea utile per usarli, senza esagerare:
- In una zuppa leggera di verdure, a crudo, a fine cottura
- Per condire un piatto di riso integrale con un filo d’olio
- Nelle marinature per tofu, tempeh, seitan
- Su verdure al vapore con gomasio e limone
- In una salsa tahin per dare una marcia in piรน
- Nel brodo dolce, un cucchiaino alla fine per renderlo ancora piรน avvolgente
๐กPiccolo trucco: un po’ di tamari + crema di sesamo + limone = un condimento semplice e versatile per quasi tutto.
Domande frequenti sulla salsa di soia
1. La salsa di soia fa male?
Dipende da quale scegli e da quanta ne usi. Shoyu e tamari sono fermentate naturalmente e, usate con moderazione all’interno di un’alimentazione equilibrata, sono condimenti con un buon profilo nutrizionale: contengono aminoacidi, minerali e poche calorie. La salsa di soia industriale, invece, spesso contiene glutammato, zuccheri e additivi. Regola semplice: se sull’etichetta leggi “soia, frumento, acqua, sale” e nient’altro, puoi fidarti.
2. La salsa di soia contiene glutine?
Sรฌ, lo shoyu tradizionale contiene frumento. Il tamari, invece, di solito รจ senza glutine, perchรฉ preparato solo con soia e acqua. Controlla sempre l’etichetta, perchรฉ alcune versioni industriali possono contenerne tracce. Se sei celiaco, scegli un tamari 100% soia certificato gluten free.

3. La salsa di soia fa ingrassare?
No, a meno che tu non ne versi mezza bottiglia! Un cucchiaino ha meno di 10 calorie. L’unica cosa da tenere d’occhio รจ il contenuto di sodio: alcune salse arrivano a 14 g per 100 g. Usala con misura o scegli la versione a ridotto contenuto di sale.
4. La salsa di soia si puรฒ usare a dieta?
Sรฌ. ร un condimento con pochissime calorie che permette di insaporire i piatti riducendo la quantitร di sale. Come sempre, la misura รจ tutto.

5. Qual รจ la differenza tra salsa di soia chiara, scura e dolce?
- Chiara (usukuchi): colore ambrato, sapore piรน salato e delicato. Ottima per verdure e piatti leggeri.
- Scura (koikuchi): la piรน comune, dal gusto rotondo e leggermente dolce.
- Dolce: piรน densa e zuccherina, tipica della cucina asiatica fusion; da usare con parsimonia.
6. La salsa di soia va in frigorifero?
Sรฌ, dopo l’apertura va conservata in frigo, ben chiusa. In dispensa solo se sigillata. Puรฒ durare mesi, ma se cambia colore o odore, meglio sostituirla.
7. Posso usarla in gravidanza?
Sรฌ, senza esagerare. Meglio sceglierla biologica e fermentata naturalmente, evitando le versioni troppo salate o con additivi.

8. Meglio tamari o shoyu?
Dipende dal piatto e dal tuo gusto. Shoyu รจ piรน morbido e versatile, tamari piรน deciso e intenso. Puoi tranquillamente tenerli entrambi in dispensa e alternali secondo il piatto che stai preparando.
9. Come sostituire la salsa di soia?
Puoi usare tamari (versione senza glutine), miso diluito con acqua calda e un filo di limone o aceto di riso.
10. La salsa di soia ha controindicazioni?
Solo se ne abusi. Chi soffre di ipertensione o deve ridurre il sodio dovrebbe limitarla, preferendo versioni a basso contenuto di sale.

Una scelta piccola, ma potente
In cucina, spesso i cambiamenti arrivano con piccoli passi. Sostituire il sale con lo shoyu, usare una punta di tamari per dare profonditร a una zuppa: sono scelte che nel tempo cambiano il modo in cui cucini e percepisci i sapori. E poi, diciamolo: avere un ingrediente che sa fare da condimento naturale, capace di insaporire con meno sale, รจ un punto a favore da non lasciarsi scappare.
Vuoi cominciare e non sai da dove iniziare?
Parti dal tuo piatto di cereali o dalla tua zuppa preferita. Un cucchiaino di shoyu, o poche gocce di tamari, e vedi cosa cambia.
Scopri come usare shoyu e tamari nelle nostre ricette:
Scaloppine di tempeh al limone
Avocado toast con uovo strapazzato
Crema di anacardi
Tre ricette diverse, con un filo comune: il tocco rotondo che solo shoyu e tamari sanno dare.
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Ho capito tante cose buone!
Ciao Domenico,
che bello leggere il tuo commento, grazie! Mi fa piacere sapere che lโarticolo ti abbia lasciato spunti utiliโฆ e anche saporiti. Shoyu e tamari sono davvero due piccoli alleati preziosi in cucina. ๐
Se li provi, fammi sapere!
Felice giornata,
Andrea